giovedì 24 luglio 2014

Monster, Naoki Urasawa

Guillermo del Toro parla delladattamento tv di Monster   Naoki Urasawa Monster HBO Guillermo Del Toro
Non aiuteresti questo piccolo bambino indifeso?


Naoki Urasawa è un genio, ma è anche maligno con i suoi lettori, ora lui è il re del complottismo (genere che mi sta molto a cuore) ed è probabile che sia anche ossessionato dagli illuminati (o dalla massoneria), quel finale cioè questo finale, di questo manga è assolutamente perfetto ma ingiusto nei confronti di chi cercava altre risposte.
Monster parte da un presupposto molto semplice, la storia prende inizio in Germania nel 1986 e poi si svilupperà nell'arco di molti anni come accade per 20th Century Boys difatti lì la storia si articola in generazioni addirittura, il fatto di articolare la storia in questo modo cioè in un vasto periodo dà più credibilità e realismo alla storia, non proprio come nei film gialli nei quali il caso viene risolto molto presto. 
Il tutto parte da due personaggi chiave della storia, da una parte il neochirurgo Kenzo Tenma dall'altra Johan, un giorno Tenma dovrà decidere se salvare la vita del sindaco (rimanendo con un ruolo importante nell'ospedale) o invece salvare la vita ad un bambino in condizioni più gravi ma la sua ferita nasconde una storia misteriosa, il bambino arriva all'ospedale con sua sorella Nina che è molto traumatizzata. Tenma prende la decisione che gli cambierà la vita (non solo a lui) e salva Johan. Tenma comprende che il valore della vita è uguale per tutti ma cos'altro è uguale per tutti?
Dopo si scoprirà che Johan è un mostro, Johan rappresenta il mostro che si lascia andare, quello che è in tutti noi ma che conteniamo. Johan è un serial killer che ha ucciso e continuerà a uccidere lui al contrario di Tenma non dà alcun valore alla vita umana e uccise anche da bambino. Tenma ha salvato la sua umanità salvando Johan ma poi scoprendo chi è veramente il bambino sente che deve rimediare, sente che è tutta colpa sua, in un certo senso il bene che pensava di aver fatto è falso. Quindi si incamminerà in un lungo viaggio che lo porterà a scoprire di più su Johan il suo unico scopo è ucciderlo perché lui non uccida altre persone. Tenma affronterà diverse realtà e questo cambierà anche lui, ad ogni passaggio non rimarrà mai la stessa persona che era prima. Lui si confronterà anche con un paese in cambiamento.
Johan è un personaggio imprevedibile non è ben chiaro cosa voglia fare. Urasawa non ci lascerà degli indizi concreti su cui il lettore possa fondare la propria tesi, e quindi andremo alla scoperta della vita di Johan e Nina assieme al protagonista e a tutti gli altri personaggi.
Un passaggio che mi ha colpita particolarmente oltre a tutta la storia è quando Nina si identifica in modo estremo con il fratello usando il passaggio di una delle storie illustrate "io sono tu, tu sei me", nella tavola si vedono loro due come le stesse persone, l'ho trovato davvero inquietante. Nella storia si colgono molti riferimenti tra i quali quelli al film M- Il mostro di Dusseldorf e anche una citazione a Goethe e al suo I dolori del giovane Werther proprio perché un personaggio porta il nome della protagonista Lotte.


Urasawa racconta la storia infarcendola di personaggi che ad un primo approccio sembrano secondari ma che poi nel finale collegano tutta la trama, non c'è solo la trama principale ma anche varie sotto trame e questo è un particolare distintivo delle opere di Urasawa. La trama si articola attraverso molte volte dei bambini come accade in 20th Century Boys e come in quell'opera magna vengono citate molte canzoni tra cui secondo me la significativa Somewhere Over The Rainbow.

I disegni sono molto asiatici, sono realistici anche loro, gli occhi sono umani anche la corporatura è quella delle fattezze umane. Per di più la storia è ambientata in Germania questo è un dettaglio insolito per un manga. Alcuni passaggi sono molto cinematografici e d'impatto, i colpi di scena sono graduali e fatti apposta per portare il lettore al gran finale, alla rivelazione ed alla propria interpretazione.

E' un opera consigliata a tutti. La metto allo stesso livello di 20th Century Boys ogni tavola era un nuovo interrogativo e una nuova ansia, l'ansia di arrivare al finale era alta. E così me lo sono divorato.

Io dopo aver terminato il manga
Sempre io dopo aver finito il manga

6 commenti:

  1. "20th century boys" ancora mi manca, ma questo è un must. Mi ha colpito in maniera assoluta e allucinante.
    Della serie tv che doveva farne DelToro si sa nulla, alla fine?

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    1. 20th century boys lo reputo il lavoro fondamentale di Urasawa.
      Spero che DelToro abbandoni il progetto non mi sembra la persona più adatta a dare vita al manga, comunque l'anime non è male e segue fedelmente il manga.

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  2. Monster è una delle opere più serie che abbia mai letto.
    Adoro Urasawa, adesso vorrei recuperare Billy Bat.

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    1. Quello è ancora in corso perciò magari aspetto che finisca il prossimo che vorrei leggere è Pluto. Di opere serie ne ho lette e le sto leggendo sono difficili da ritrovare ma ce ne sono.

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  3. Monster è uno dei manga più belli che abbia letto. Purtroppo è andato in ristampa proprio quando io avevo finito il quarto volume... Appena riesce è mio!! ;)

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    1. Ripeti con me: io credo nella ristampa lo giuro lo giuro!

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