giovedì 6 novembre 2014

La storia della principessa splendente, Isao Takahata


Un film che per un soffio non mi sono persa. Secondo me Isao Takahata non ha nulla da invidiare a Miyazaki, però non sono due registi che si possono confrontare, anche perché sono estremamente diversi. Consideriamo che (purtroppo) Takahata non se lo fila nessuno, e dire che è il co-fondatore dello studio Ghibli, non proprio il primo tizio che passava di lì. Devo aggiungere che il film non ha prodotto un grandissimo impatto mediatico (sempre tenendo presente che non si tratta di cinema mainstream) come invece lo ha riscosso Si alza il vento (sempre considerando che è il "testamento" cinematografico di Miyazaki).

Ma passiamo ora al film che si basa su un antico racconto giapponese chiamato Taketori monogatari letteralmente Il racconto di un tagliabambù e narra di questa principessa nata da un bambù che sarà trovata e cresciuta proprio dal tagliabambù.
La storia della principessa splendente è una vera gioia per gli occhi a cominciare dagli splendidi disegni raffiguranti paesaggi primaverili, quindi aspettatevi tantissimi alberi in fiore. I colori sono luminosi e splendenti (un gioco di parole che ben si addice al film). Inizialmente mi aspettavo un film che si concentrasse solo sullo spettacolo della natura con una specie di protagonista in versione paladina di madre natura, un po' come Principessa Mononoke. In realtà solo la prima parte del film si concentra su queste scene dopodiché c'è un cambio di registro, la capitale si impossessa della vita della futura principessa ed infatti il suo futuro non è poi molto roseo rinchiusa tra quelle quattro mura. Altro tema molto forte è quello del maschilismo in quell'epoca; la donna vista come proprietà, come un tesoro da custodire. La nostra protagonista riesce a superare notevoli difficoltà dovute ad alcuni nobili che la vogliono come sposa, ma continua comunque a sentire un'infinita malinconia; le manca la montagna, le bestie e quella canzone che era solita cantare con i suoi compari, si tratta del tema principale della colonna sonora Inochi no kioku letteralmente Memoria della vita di Kazumi Nikaidō.


Joe Hisaishi anche questa volta rimane fedele al Ghibli e compone la colonna sonora per quest'opera.
Alla fine del film rimane un notevole dubbio, come sarebbe stata la sua vita se il padre non avesse seguito le istruzioni del bambù (da cui era uscito oro a volontà e vesti pregiate)? Se lei avesse potuto vivere una vista modesta ma in sintonia con la sua natura? E anche il padre ad un certo punto si scusa di questo, capendo alla fin fine il suo errore. In un certo modo anche se non ha voluto farlo con cattiveria il padre considera la figlia adottiva un bene prezioso.
Ho apprezzato molto di più la prima parte del film, visto che si concentra su temi gioiosi come l'infanzia e sopratutto il paesaggio è spettacolare. In una scena in particolare si entra finalmente nella psicologia della principessa (anche chiamata canna di bambù) cioè quando lei sogna il ritorno in lacrime nel suo paese d'origine, è un'immagine piena di significato e di sofferenza, lei si libera delle sue vesti e corre ferendosi tra i rami sotto la luce lunare. La luna non sembra avere un particolare significato finché non arriva la scena finale. La scena finale non l'ho particolarmente adorata, non mi sembrava in sintonia con le atmosfere "terrene" iniziali, magari non mi sono spiegata ma sono sicura che il distacco si noti bene, visto che crescendo il carattere e il temperamento della protagonista cambia notevolmente. Ebbene sì, questo film è proprio una favola, sembra proprio di vedere un libro illustrato che scorre. Anche se alcune scene non sono per bimbi, come quando l'amico di infanzia della principessa viene picchiato in mezzo alla strada, però era il minimo da aspettarsi da uno che ha diretto Una tomba per le lucciole (ma ricordo anche tanti altri film con atmosfere ben diverse come Only Yesterday o Pom Poko).
La produzione è durata ben otto anni per un film visivamente perfetto.
All'inizio Takahata aveva pensato ad una trasposizione di Heike monogatari ma l'animatore Osamu Tanabe si rifiutò di disegnare le scene di massacro preferendo i neonati, ed infatti le scene della piccola canna di bambù bebè che cresce in fretta sono tenerissime, ogni passo è una scoperta verso il mondo e verso piccole bestioline quasi insignificanti, che lei osserva con attenzione. Toshio Suzuki infine suggerì il soggetto al regista.

In conclusione andatelo a vedere o recuperatelo in qualche modo perché come ogni film Ghibli che si rispetti lascia il segno. E sopratutto l'immenso lavoro che c'è dietro si sente.

11 commenti:

  1. E guarda caso da me manco lo trasmettono.
    Spero di vederlo, la tua bella recensione mi ha messo ancora di più la scimmia addosso :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho notato pochissimi cinema che hanno aderito all'iniziativa, fortunatamente il mio cinema di fiducia aderisce sempre alle iniziative targate Ghibli e non (addirittura avevano trasmesso il giardino delle parole, figuriamoci). Spero che tu lo veda prima o poi :D

      Elimina
  2. Aspetterò che venga trasmesso nella mia città, credo che nn deluderà le mie aspettative!
    Ottima recensione, complimenti!

    RispondiElimina
  3. Questo film l'ho adorato (stupendo e molto poetico), anche se la mia Dolce Metà l'ha accusato molto (lui ama i film americani di sparatorie e inseguimenti >__<)

    RispondiElimina
  4. perso, toccherà aspettare.
    solo tre giorni, non capisco troppo bene la strategia distributiva, qualcuno la capisce?

    RispondiElimina
  5. Trattengo l'invidia e spero di recuperarlo al più presto. Nel frattempo maledico la distribuzione italiana e soprattutto il mio multisala.

    RispondiElimina
  6. @Maria: grazie mille!!!

    @Acalia: ecco perché (anche) faccio fatica a trovare la mia dolce metà (semmai ci sarà) XD

    @francesco: purtroppo quando si tratta di film poco ricercati va a finire spesso così sigh :(

    @bolla: il tuo multisala ha raccolto molte maledizioni XD voglio proprio sapere cosa ne pensi quando lo vedrai :D

    RispondiElimina
  7. Purtroppo non riuscirò a vederlo al cinema, ma spero di recuperarlo al più presto *_* Sembra un vero e proprio gioiellino! L'unica cosa che temo è che possa risultare fin troppo lento, però se la trama è coinvolgente e l'occhio ha la sua parte...posso anche sorvolare. Lo stile grafico poi è tenerissimo *^*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lento? Non saprei dipende molto dai gusti però direi che lo stile fa al caso tuo ;)

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...