venerdì 7 novembre 2014

R, Atsushi Kaneko


Atsushi Kaneko l'ho conosciuto di recente con il primo numero di Soil, un manga uscito da poco che mi è piaciuto tantissimo, sono rimasta affascinata da quella che io ho definito la "teoria degli spazi" (e non ci avevo mai riflettuto prima, è anche questa la magia di personaggi particolari come Kaneko; ti fanno riflettere sulle piccole cose), in pratica quando un oggetto estraneo entra in uno spazio che già conosciamo, noi ne rimaniamo molto turbati, cambia l'atmosfera, ma cambiamo anche noi e ho verificato questa cosa di recente anche dal vivo. Nel manga in particolare l'oggetto che cambia la prospettiva degli abitanti della "ridente" cittadina di Soil New Town è un'ammasso di sale.
Oggi però volevo parlarvi di R; una raccolta di brevi racconti, edito da d/visual del 1998. Si tratta di un volume unico che ho pagato 8, 90 euro. Non avevo mai visto questo volume né l'avevo mai sentito nominare ma appena ho guardato la copertina in fumetteria l'ho subito sfogliato senza neanche leggere il nome dell'autore, sono rimasta molto colpita dalla componente estetica, le tavole non sono né in bianco e nero né a colori, si passa dal giallo fluo fino al rosso, addirittura un racconto è interamente coperto da un tema a scacchi giallo che crea un effetto psichedelico che fa male agli occhi, se lo si guarda troppo a lungo. Dopo aver sentito il nome dell'autore (ed anche il fatto che è un volume unico e sconosciuto aiuta) l'ho subito acquistato senza pormi troppe domande.
Questo manga si legge all'occidentale esattamente come Soil, questa è una particolarità non da poco, considerando che Kaneko lancia nel suo piccolo una rivoluzione, sia dal punto di vista tecnico che estetico visto che anche il suo stile di disegno non è quello tipico dei manga ma si rifà anch'esso alla tecnica occidentale, ecco perché sfogliando altri suoi manga come Bambi vi sarà facile riconoscere immediatamente i suoi lavori.
Nel primo racconto il protagonista è un tizio un po' fuori di testa (quale personaggio di Kaneko non lo è?) interessato a formulare teorie dai toni complottistici, ma le sue teorie sono pure interessanti, in pratica l'uomo è portato a distinguersi solo attraverso il consumo, quando compra sta facendo una scelta importante ecco perché il consumo è ormai necessario. Mentre pensa a tutto questo (e trova un modo quanto mai banale di fermare il "consumismo") fuori dal supermercato una coppia organizza una rapina campata su due piedi, lui ha "salvato" la donna da un fidanzato violento, lei non sembra tanto convinta della "fuga d'amore". Il finale è perfetto. I due protagonisti non si incontreranno mai, e non perché lo dica io, c'è scritto nelle spiegazioni, difatti a fine volume Kaneko si premura di scrivere le trame, ma riconosce di farlo in modo ancora più illogico, e quindi confonde ancora di più il lettore. La lettera R è una presenza fissa, che appaia in un oggetto di scena o in una conversazione.
Nel secondo racconto si nota una somiglianza tra i protagonisti e i due bambini che hanno fondato un club del paranormale in Soil, ecco da dove è nata quindi l'idea. Anche se questa storiella lascia parecchio a desiderare.
Il terzo racconto è il seguito dell'ultimo, anche se la trama non va proprio da nessuna parte, è questo il bello, i personaggi rimangono al punto di partenza. Due dei racconti che ho preferito sono Eat Meat! nel quale il finale è davvero inaspettato e Kaneko fa buon uso dei risvolti horror. Nel secondo racconto invece traspare un messaggio; il lavoro (volendo anche la società) ti incula letteralmente e tu pensi che tutto ciò sia giusto, certo è vero anche questo, ma un'attimo dobbiamo anche considerare che l'autore è giapponese, lì la politica del lavoro è davvero distruttiva.
Hit & Run è la storia che mi ha colpita di meno, non ha alcun elemento di denuncia o nessun particolare da far accapponare la pelle, almeno per gli standard di Kaneko.
Il ladro e la matita invece non ha alcun senso ma è molto corale (sono tante situazioni diverse che non sono in alcun modo collegate tra loro), trascrivo quindi il passaggio finale che mi è piaciuto moltissimo "il ladro e la matita volano oltre le nuvole, il ladro e la matita non sognano, il ladro e la matita non desiderano un nome, il ladro e la matita se ne fregano de dolore del prossimo, il ladro e la matita gettano via tutto quello che non serve, il ladro e la matita volano oltre le nuvole", questa è una filastrocca che ha inventato Kaneko.
Tuttobuchi è interessante ma solo per il finale e per la scelta estetica, infatti è quel racconto coperto dal tema a scacchi di cui vi parlavo prima.
Certamente un volume degno di questo nome che merita di stare in libreria. Online non ho trovato nessuna tavola del manga da mostrarvi.

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