domenica 7 dicembre 2014

Mommy di Xavier Dolan


Difficile parlare di Xavier Dolan e del suo Mommy. Innanzitutto in questo imbarazzante video avevo già parlato di tutti i suoi film e di come Dolan diventerà tra non poco una leggenda, anche se per me lo è già. Dolan lo scoprii nel 2011 con Les Amours Imaginaires a cui entro poco avrei preferito I Killed My Mother (la sua opera prima fatta a 19 anni!!!) per poi arrivare ad amare anche Tom à la Ferme. Per me chi non conosce Dolan ora come ora non può definirsi un cinefilo o uno che esplora il cinema, ormai è sulla piazza da un po' se ancora non avete visto un suo film direi che è proprio ora di iniziare. Dolan è un rivoluzionario senza troppi giri. Questo Mommy nel formato 1:1 è impregnato di poesia, di dramma e di tanto amore. E' il primo film che vedo in questo formato, ma attenzione durante la visione a seconda degli stati di Steve (interpretato da un bravissimo Antoine-Olivier Pilon) lo schermo si allarga, cosa significa? Che lui ha speranza di cambiare? Che è più libero? Forse. Ci sono tante domande a cui Xavier decide di non rispondere, tipo la balbuzie della vicina deriva da qualche scheletro nell'armadio con il marito? Ma prima di arrivare ai personaggi secondari c'è da fare qualche riflessione anche sul genere, che è anche un po' distopico, difatti nell'introduzione capiamo che le leggi del "nuovo governo" in Canada sono un po' estremiste e consentono alla famiglia di poter far rinchiudere i figli con problemi comportamentali in questi istituti (scelta dalla quale non si può tornare indietro) sulla scia degli anni 50', in pratica dei manicomi con camicie di forza e milioni di farmaci. Il film racconta di questo appunto; un figlio e la madre, argomento che sta molto a cuore a Dolan, non si era forse capito dal suo primo film nel quale aveva ucciso metaforicamente la madre? Peccato che qui le madri siano molto diverse e i finali lo siano altrettanto. Per esempio anche in Tom à la Ferme c'era una madre, ma era remissiva e quasi fastidiosa per lo spettatore. Anche Diane (detta Die, notare il significato in inglese, con tanto di cuoricino sulla i) potrebbe farvi incazzare parecchio. E a buon ragione. Visto che il regista si è dato alle rivoluzioni ha deciso di non recitare per la prima volta nel suo film e per la prima volta un suo film non tocca in alcun modo il tema dell'omosessualità (ammettilo Dolan che sceglievi attori gnocchi solo per farteli), semmai il tema che scotta è l'incesto, questo rapporto costante di amore ed odio. E di una madre che non è una madre, forse una delle peggiori rappresentazioni materne, non c'è alcun riscatto, non è come il suo primo film, è meno personale. Anne Dorval aveva già lavorato con Dolan, come d'altronde aveva fatto anche Suzanne Clément che qui interpreta Kyla, la misteriosa vicina che completa il terzetto e dà una mano all'occasione. Insegnava in una scuola secondaria ma sospetto che soffrisse delle stesse crisi d'ira di Steve, tra l'altro Dolan in questo futuro distopico ci fa notare che i ragazzi ad avere problemi comportamentali a quanto pare sono molti se si è sentita l'esigenza di aprire questi "centri" che sono l'ultima spiaggia per coloro che hanno già perso la speranza. Insomma non è detto che molte domande trovino risposta visto che il film si incentra principalmente sulla madre e il figlio. La fotografia è splendida, molte scene entreranno nel vostro immaginario come quella con Experience di Ludovico Einaudi come sottofondo, è stata sicuramente la scena che mi ha fatto stringere di più stringere il cuore, e ho pianto molto. Ci sono anche citazioni alla cultura pop, come la scena della borsa che si rompe citando Mamma ho perso l'aereo (poi l'attore assomiglia troppo al protagonista di questo film e lo imita allo specchio), pensate quante risate si è fatto Xavier quando ha scoperto che molti cinefili sparavano nomi impronunciabili di film russi a cui si sarebbe ispirato. E poi la musica e le inquadrature che si allontanano, si espandono e si riducono sono una gioia per gli occhi. Dei primi piani da sbavarci sopra. Ed una colonna sonora della mia generazione, eccetto per Vivo per lei cantata al karaoke (certamente una scelta singolare per un adolescente). Ha tirato fuori anche gli Eiffel 65 che avevo ormai buttato nel dimenticatoio. Sbaglio o lui stava ascoltando anche Kanye West?! E non mi aspettavo assolutamente Lana Del Rey con Born To Die in un finale che lascia di stucco. 
Ho amato questo film ma non l'ho visto doppiato e son dovuta andare a Bologna per vedermelo (il discorso della distribuzione italiana potrei anche farlo ma non avrebbe senso), forse è stato meglio vederlo in originale poiché adoro quel francese contaminato dall'inglese che ho imparato a conoscere con i suoi precedenti film. Non vedo l'ora di avere il dvd e riguardarmelo a ripetizione, rompendo le palle alla mia famiglia dalla mattina alla sera, anche se mia madre l'ha adorato e ha pianto per ben due volte. Quindi che dire? Sono ancora confusa perché la visione è stata potente e perché forse ho vissuto un momento storico. Chissà lo racconterò ai miei figli. Boh intanto non sono cosa pensare dello sbarco ad Hollywood di Dolan con Jessica Chastain (si erano scambiati dei tweet che facevano risalire certamente ad una futura collaborazione) ma decido di essere positiva. Questo ragazzo non si farà corrompere e rimarrà attaccato alla sua poesia da venticinquenne. O comunque io lo spero. Sono soddisfatta di essere andata al cinema a vederlo. Tra l'altro è stato anche molto furbo ad aver scelto per il trailer due canzoni americane molto mainstream; rispettivamente Counting Stars degli OneRepublic e una di Ellie Goulding. Voleva confondere lo spettatore? O lanciare una provocazione? O forse più semplicemente gli piacciono questi due pezzi. Dopo aver letto un'intervista di Dolan (andate qui a leggere) ho colto un tipo d'umiltà che non mi aspettavo. Ragazzi ha citato Mamma ho perso l'aereo e ascolta Justin Bieber, non ha tirato fuori dal cappello un film sconosciutissimo con cui pararsi il culo, e Dolan lo amo anche per questo, perché non se la crede si vede che ancora non ci crede al successo che i suoi film stanno avendo ed è un po' confuso. Com'è normale che sia alla sua giovane età. 
Andate a vedere questo film, amatelo e poi sparatevi tutta la sua filmografia e amatelo ancora di più.

20 commenti:

  1. Aspetto di vederlo e di approfondire la sua cinematografia. Poi torno di corsa a leggerti! :)

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  2. l'ho visto venerdì, lo vado a rivedere oggi o domani (poi ne scrivo), e rivedrò almeno due suoi film precedenti, promesso :)

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    1. grande francesco prima di andare a vedere mommy mi son rivista tom à la ferme e i killed my mother per prepararmi alla visione ma qui ha cambiato totalmente storia, molto più matura di prima :) rivedrò il film quando lo proietteranno nel mio paesino che ha un cinema culturale ma che proietta i film quando ormai si trova anche il dvd, però rivederlo al cinema è tutt'altra cosa :)

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  3. la curiosità mi è salita ancora di più!!!

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    1. già ho il titolo "mommy mia che film" XD

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  4. spero proprio che Hollywood non lo cambierà, anche Denis Villeneuve, anche lui canadese, c'è passato, ed è sempre lui.

    hai notato le foto a casa di Kyla, c'è anche un bambino, è possibile che qualche mese prima le sia morto un figlio e sia andata fuori di testa.
    solo un'ipotesi, naturalmente.

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    1. Villeneuve: hai visto il suo enemy? È spettacolare.

      A questa ipotesi non ci avevo pensato

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    2. visto, e devo rivederlo.
      il libro da cui è tratto è belllllliiiissssimo!

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    3. fermate il mondo quale libro?! :O

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    4. ecco:
      http://stanlec.blogspot.it/2013/12/luomo-duplicato-jose-saramago.html
      (sono sempre io, ho tre blog)

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    5. ahhhhh ma di enemy non di mommy, ho perso 40 anni di vita, comunque sì sapevo dell'esistenza del libro che prima o poi leggerò (anzi me lo segno), avevo anche letto il tuo pezzo XD

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  5. E' molto bello leggere la rece "innamorata" di una quasi coetanea di Dolan che si specchia nella filmografia di questo ragazzo.
    Purtroppo molti riferimenti non li colgo, per me questo era il mio primo suo.
    Sì, le due scene dell'allargamento di schermo sono,personalmente, le mie scene dell'anno.
    E' vero, non se la tira, lo dimostra tutto il pop che mette dentro.
    Trovo un tantino esagerato il termine distopico, alla fine queste son realtà che praticamente esistono già, pensa al TSO, non è che rappresentino tanto un futuro non auspicabile.
    Auguri!

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    1. Forse distopia è esagerato infatti. Ho visto anche altri ragazzi giovanissimi al cinema e mi ha fatto molto piacere, mi sembrava di essere l'unica ad amarlo. Perché poi questo è il suo cinema, è cinema giovane che non ha paura di osare e proprio per questo è indicato per il mio "target". Auguri anche a te! :)

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    2. Sì, magari Dolan può servire a creare una nuova generazione che ogni tanto sa vedere anche altro da quello che gli proposngono i multiplex.
      Può essere un'ambasciatore.
      Speriamo solo non diventi troppo icona e troppo pop da rovinarsi però.
      Ah, per il video sì, c'è tanto da migliorare ma sei molto carina e per niente spocchiosa.
      E già non è poco...

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    3. Bene dai che non ti ho dato l'impressione di essere spocchiosa XD

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  6. Adoro Xavier ormai da un bel po' e Mommy ahimé non l'ho ancora visto. Ovviamente nei cinema qui vicino non l'hanno proiettato (figurati!). Ora spero nella rassegna milanese anche se sono già certa che ci lascerò un altro pezzo di cuore da quanto ho potuto vedere nei vari video apparsi qui e là. Il mondo si è accorto finalmente dello straordinario talento di Xavier, alleluja!

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    1. Mommy è il mio preferito, non ti posso descrivere che grandissimo film è perché è un'esperienza visiva troppo emozionante. Per andarlo a vedere mi sono dovuta spostare parecchio ma ne è valsa la pena. Peccato che non abbia amici cinefili :(

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