domenica 2 agosto 2015

Ottime letture #5



Ho appena finito di leggere il libro Drive di James Sallis. E’ palese che si tratta dello stesso soggetto del bellissimo (ed omonimo) film di Refn. Mi sono accorta della sua esistenza mentre riguardavo il film in tv l'altra notte. A quanto pare non spulcio bene né le pagine di Wikipedia né i titoli di coda. Nel romanzo manca la storia d'amore (la scena dell'ascensore, sigh), che nel film era la colonna portante della storia, però conosciamo meglio Driver ed il suo passato. Non è un capolavoro e anche se non dovrei comparare film e libri… il film è proprio un'altra cosa, una cosa migliore e romantica. A grandi linee non mi è dispiaciuto per niente. Pensate che esiste anche un seguito (il seguito però è inedito in Italia) chiamato Driven. Non sono così invogliata a leggerlo. Le atmosfere create da Sallis non sono neanche così tanto evocative. Mi dispiace ma mentre lo leggevo io avevo in mente soltanto la fotografia “al neon” di Newton Thomas Sigel e il Driver non poteva essere altri che Ryan Gosling. Il protagonista sulla carta ha 20 anni, quindi diciamo che mi sono immaginata una versione più giovane di Gosling (ce lo avete presente in Hercules? Ecco). Direi che il pro più rilevante del libro sono le descrizioni delle guide, le ho trovate davvero affascinanti. Mi sono proiettata sul volante e riuscivo a sentire il rumore del motore.Concludendo se lo volete proprio leggere abbassate le aspettative e cercate di allontanarvi, per quando difficile, dall'immagine mentale “cinematografica” che avete in testa.

Drive - James Sallis

Definirla un'ottima lettura è forse azzardato, ma tant'è.
E' palese che si tratta dello stesso soggetto del bellissimo (ed omonimo) film di Refn. Mi sono accorta della sua esistenza mentre riguardavo il film in tv l'altra notte. A quanto pare non spulcio bene né le pagine di Wikipedia né i titoli di coda. 
Nel romanzo manca la storia d'amore (la scena dell'ascensore, sigh), che nel film era la colonna portante della storia, però conosciamo meglio Driver ed il suo passato. Non è un capolavoro e anche se non dovrei comparare film e libri lo faccio lo stesso.

Il film è proprio un'altra cosa, una cosa migliore e romantica.
A grandi linee non mi è dispiaciuto per niente. Pensate che esiste anche un seguito (il seguito, a differenza del primo libro, però è inedito in Italia) chiamato Driven. Non sono così invogliata a leggerlo. 

Le atmosfere create da Sallis non sono neanche così tanto evocative. Mi dispiace ma mentre lo leggevo io avevo in mente soltanto la fotografia "al neon" di Newton Thomas Sigel e il Driver non poteva essere altri che Ryan Gosling. Il protagonista sulla carta ha 20 anni, quindi diciamo che mi sono immaginata una versione più giovane di Gosling (ce lo avete presente in Hercules? Ecco). Direi che il pro più rilevante del libro sono le descrizioni delle guide, le ho trovate davvero affascinanti. Mi sono proiettata sul volante e riuscivo a sentire il rumore del motore.
Concludendo se lo volete proprio leggere abbassate le aspettative e cercate di allontanarvi, per quando difficile, dall'immagine mentale "cinematografica" che avete in testa.


Topolino Fluo Edition + Platinum

TOPOLINO FLUO EDITIONPurtroppo non riesco a parlare spesso da queste parti di Topolino, ma son sicura che davate per scontato che seguissi ancora le uscite di casa Disney. E come si fa a non seguirle se tirano fuori questi splendidi volumi?
Inizialmente puntavo di più verso la Diamond Edition, che prima o poi sarà mia (edicola permettendo), però visto che avevo passato una mattinata particolare mi son concessa di spendere qualche euro in più per la copertina giallo fluo. 
Il numero speciale è tutto dedicato ad Enrico Faccini, Casty ne ha scritto l'introduzione, difatti il volume si compone per lo più di collaborazioni tra questi due autori, che vengono definite "il punto più alto delle produzioni di entrambi". Non faccio fatica a crederci. Non ci si stacca più da queste storie e io non ero più abituata ed essere così presa da una trama con i paperi. E questo perché nell'ultimo periodo pur dedicando il mio tempo al Topolino settimanale noto che ha sempre meno mordente su di me, e non solo per la trama ma anche per altre questioni più umane. Visto che magari non mi sono spiegata vi invito a leggervi questo articolo (dal grandissimo Wally) che sottolinea anche il cocente maschilismo di Topolino e la sua evoluzione negli anni, attenzione anche all'ossessione con il calcio che risulta leggermente sospetta.
Insomma di editoria e del topo se ne potrebbe discutere per ore. E' invariabilmente una parte dell'Italia. Tra l'altro, già che ne sto parlando, ho provato a comprare il primo numero della serie di Topi ad un euro, anche lì delusione totale, storie che più che rilassare annoiano.
Ecco perché ultimamente punto di più sulle raccolte che mi danno più soddisfazioni.
Tornando al Fluo al suo interno troverete delle strisce inedite ed anche delle splendide illustrazioni, il costo è abbastanza contenuto se messo in relazione con il numero di pagine (ovvero 7,90 soldoni). E la raccolta è organizzata molto bene. 
Non sto qui a parlarvi di Faccini perché non sono un esperta, ho letto qualche sua storia parecchio tempo fa quindi non sono una fonte affidabile, ma se volete saperne di più andate qui
Che dire? Davvero una lettura consigliatissima e so già che anche gli altri volumi della collezione valgono, perciò vi consiglio di prendere anche quelli.

Alcuni giorni dopo aver preso l'edizione fluo ho trovato anche Topolino Platinum Edition, che dire: Casty. Dovrebbe bastare no? Non ho voglia di scrivere un sunto (o un commento) sulla raccolta. Però posso dirvi che amo di più i paperi, ecco perché la fluo mi è piaciuta di più. Oltretutto dubito che queste siano le "migliori storie" in assoluto dell'autore.
L'introduzione della platinum è scritta tra l'altro da Faccini. E Casty ha ricambiato inserendosi nella fluo. Così come l'altro volume della collezione Disney anche questo numero è curatissimo e pieno di curiosità. Oltre alle storie che sono importantissime. Le edizioni speciali di Topolino sono un vero investimento.


Effetto Casimir - Nuke

nuke0E' un manuale di sopravvivenza per dire addio ad una relazione importante. Parla di un trentenne che deve dimenticare la sua lei in poco più di una settimana. La settimana del divano, tra schifezze e serie in streaming dai nomi improbabili. Però di mezzo c'è anche l'effetto Casimir del titolo. Altro non è che una teoria secondo cui (per quanto tempo ci voglia) quando una cosa deve succedere accade, ricorda la teoria del destino: se quelle due persone sono destinate a stare insieme prima o poi succederà, anche se per poco. Non vado oltre a sviscerare la trama perché rischierei di farvi spoiler. Non vorrei assolutamente arrivare a tanto perché la cosa che mi ha stupita di più del fumetto è il finale. 
Il protagonista poi ha una band indie-folk che si chiama John The Crocodile & His Beer's Bears, le loro canzoni parlano di mare e marinai ed anche di Moby Dick, libro che Giacomo (il nostro lui) non ha letto. E si vede visto che non azzecca mai il finale del libro nelle sue canzonacce. Canzonacce anche abbastanza simpatiche. 
Diciamo che grazie a questo aspetto della band alternativa si arriva anche alla parte comica della storia, che non è mica da sottovalutare. Permettetemi di dire che la sua ragazza (ex?) è semplicemente insopportabile, non capisco come abbia fatto a rimanerci 10 anni insieme. Ripeto: 10 anni! Ad esser sinceri anche lui non è proprio il massimo, insomma sono tutti e due insopportabili, troppo immaturi, troppo reali, troppo pessimisti.
Il finale è davvero inaspettato e centra Moby Dick. Ecco questo ve lo posso anticipare.
La parte più confusionaria e spettacolare del volume è indubbiamente il disegno di Nuke, che comunque io già seguivo su Tumblr. Infatti aspettavo il momento giusto per accaparrarmi Effetto Casimir in biblioteca. 
Non l'ho amato nel senso stretto del termine ma ci sono andata vicina. E' una gran bella storia, per nulla prevedibile in cui però non riesco ad immergermi perché non so nulla di relazioni e mi reputo troppo giovane per inquadrarmi nei fatidici 30 anni. 
Insomma: troppo presto. Chissà magari rileggendolo più avanti potrebbe scattare il colpo di fulmine. 

A SILENT VOICEA Silent Voice 2 - Yoshitoki Oima

Di questo manga ne ho parlato qui e qui
Avendolo già letto mi sono fatta un opinione generale della storia, però leggerla in un italiano corretto ed in questa edizione è tutta un altra esperienza.
Innanzitutto ho notato che visto il successo che ha riscosso il primo volume questo secondo episodio è ancora più curato del precedente, poi le illustrazioni sotto la copertina sono splendide (ricalcano la copertina stessa). Non fatevi ingannare dai fiori di ciliegio e dalle sembianze shojo dei personaggi perché non è una storia d'amore. O almeno non solo. Per me principalmente è una storia di violenza, fisica e verbale, di incomunicabilità. Non capirsi all'infinito. Anche questa seconda parte è abbastanza forte da mandar giù ma Shoya comincia a cambiare, ad avere fiducia in sé stesso, ad avere uno scopo nella vita. Si comincia a respirare uno spiraglio di speranza e positività.
In Giappone la popolarità del manga è stata dilagante ed anche in Francia la sua potenza si è fatta sentire. E' già considerato un capolavoro da molti.
Vi ricordo che ora uscirà ogni mese.
Conclusione: da leggere assolutamente!

Città di vetro - Auster, Karasik, Mazzucchelli

Città di vetro (nuova edizione deluxe) "Una pietra miliare del romanzo postmoderno. In versione graphic novel, con i disegni eleganti e sintetici del pluripremiato artista americano David Mazzucchelli. Dopo anni di assenza torna nelle librerie “Città di vetro”. La nuova edizione inaugura la collana Fitzgerald di Coconino Press: libri di maestri del graphic novel in una veste elegante e ricercata, con copertina cartonata e dorso telato.
Tratta dal celebre romanzo di Paul Auster, prima parte della “Trilogia di New York”, questa storia  inizia come un giallo e diventa molto di più. Un'investigazione metafisica, una riflessione sul linguaggio, sul rapporto tra le parole e le cose, la realtà e la sua rappresentazione. Un'affascinante indagine sulla creazione stessa dell'opera d'arte. 
Comincia per caso, con un equivoco. In seguito a uno scambio d'identità, lo scrittore Quinn si ritrova coinvolto in una strana vicenda che lo porta a conoscere Stillman, un anziano signore che sta “inventando una nuova lingua” per rimettere insieme i frammenti di un mondo alla deriva. In una New York a pezzi, in un labirinto di segni e mappe urbane che rimandano a significati misteriosi, Quinn compie la sua personale discesa agli inferi."


Di solito non parto con una descrizione presa da un'altro sito ma sapete le mie opinioni sono molto confuse...
Questo fumetto basato sull'omonimo libro di Paul Auster viene considerato un caposaldo di questa tecnica d'arte. Il libro non l'ho letto ma è incredibile come riescano a ricalcare lo stesso linguaggio di un romanzo. Difatti per spiegare la lavorazione della storia (o sarebbe meglio dire transizione?) ci sono un infinità di pagine di introduzione alla storia. All'inizio non ci capivo nulla della trama ma poi succede qualcosa, parte come un giallo e finisce come una mastodontica riflessione sul senso della vita. O è il racconto della follia stessa?
E' inutile quindi cercare un senso, un nesso o una soluzione. In Città di vetro non troverete niente di tutto ciò. Ancora non ho capito che effetto abbia avuto su di me, ma se sto qui a farmi delle domande probabilmente è perché ha fatto l'effetto voluto dagli autori.
Una cosa è certa: i disegni sono splendidi, tutti in bianco e nero diventano sempre più criptici con lo scorrere delle pagine. Mi hanno confusa, mi hanno fatto capire ed infine mi hanno sviata di nuovo. Non è una lettura facile, ma questo l'avevo intuito anche solo dalla copertina e dalla cura che la Coconino Press ha posto nel volume. 
Ma quindi è un capolavoro o non è un capolavoro? 
Sinceramente non lo so, mi piacerebbe poter rispondere a questa domanda. Per ora è una storia molto interessante, un esperimento ed un passo avanti nel mondo del fumetto. Ma questi sono "solo" dati di fatto giusto?

Cover Topostorie 13 - P&P the ProducersP&P The Producers (Topostorie 13)

Voglio consigliarvi un altro volume Disney carinissimo che ho letto questo mese. Fa parte della collana Topostorie che sta raccogliendo molti consensi. Proprio per questo ho deciso di partire da questo numero che sarebbe uscito a maggio ma che incredibilmente ho trovato in una fumetteria della zona. 
Essenzialmente si parla di cinema e storia. Archimede inventa la cronocamera con cui Paperone vuole girare kolossal a costo zero filmando in presa diretta in ogni epoca storica. Però della camera ne faranno uso Paperino e Paperina. Sarà una specie di viaggio nel tempo, si passa dai paperi primitivi fino a Zorro.
Confermo e sottoscrivo: gran bella collana! Cercherò di starci dietro.

Topolino 3112

E' proprio il caso di dirlo: questo mese l'ho dedicato maggiormente alla Disney. Non è una novità che in estate mi venga voglia di Paperopoli. Anche l'anno scorso mi era capitata una cosa simile. Con Topolino è così, una passione che viene, se ne va e poi ritorna più forte di prima.
Vi avevo già accennato il fatto che l'iniziativa di luglio 4You (cioè numeri ad un euro con due cover diverse a settimana) non fosse partita alla grande. Infatti il primo volumetto ad un euro non mi era piaciuto per niente, la seconda uscita di conseguenza non è finita sul mio comodino.
Però poi sbirciando nel blog di Teresa Radice e Stefano Turconi mi sono accorta che oltre al secondo capitolo della Definitive Collection dedicato a Pippo Reporter avrebbero scritto anche una storia su questo numero di Topolino. La storia incriminata si chiama "Estate a Green Pond" ed è davvero carinissima, non aspettatevi banalità assurde al ritmo delle vacanze estive perché pur volendo trattare l'argomento delle ferie il personaggio di Pippo Reporter è sempre stato splendidamente caratterizzato. Ed è attorniato da personaggi interessanti che non sono solo abbozzati. In più alla fine della storia i due autori hanno trovato spazio per un clamoroso colpo di scena. La trama è molto tenera.

La storia principale (ovvero quella delle corse nel tempo) la trovo parecchio noiosa. Attenzione che ogni tanto sono buona anch'io: le ultime due storie me le sono goduta assai. Il Topolino settimanale a quanto pare va a scatti, ci sono volte in cui è meglio non compararlo (tranne che non offra qualcosa di clamoroso, proprio come la storia di Radice e Turconi) e poi ci sono volte in cui è meglio lasciarlo in edicola. 
Inutile aggiungere che ho preso la cover con Pippo.

Vi lascio i vari link ai post in cui potrete trovare le produzioni dei due autori citati prima (su questo blog eh):
- Il porto proibito: commentato dal duo in persona!
- L'isola del tesoro & Pippo Reporter.
- Viola Giramondo.

Uprooted - Naomi Novik

Sinceramente se mi avessero detto che era un fantasy e per di più un YA non mi sarei nemmeno disturbata a leggerlo.
Però l'aveva consigliato una carinissima booktuber americana ed il libro l'avevo visto un po' dappertutto, la copertina era troppo attraente.
E così ho cominciato a leggerlo in inglese, la prima metà del libro dà davvero assuefazione. Non lo mollavo più. 
La protagonista non è male (pur essendo una Katniss in erba), la magia è interessante come argomento anche se le battaglie contro il bosco sono confuse. Questa cosa del bosco ricorda Annientamento, son sicura che la Novik abbia preso spunto da lì. La storia d'amore è interessante ed il finale me lo immaginavo esattamente così. Meno male che non si tratta di una saga.
Ciò che non mi è piaciuto del libro è la seconda parte, quasi soporifera. E poi la migliore amica è una figurina, ci viene descritta il minimo indispensabile. 
Insomma non male nel complesso, è un buon libro d'intrattenimento e sono curiosa di vedere la trasposizione cinematografica prodotta da Ellen DeGeneres.


L'estate dei segreti perduti - E. Lockhart

Recensione copiata da Goodreads.


Mi ispirava da quando conoscevo il romanzo soltanto con il nome di We Were Liars. Non sapevo nemmeno che fosse stato tradotto in italiano. La traduzione del titolo è mortificante e anche la copertina italiana non gli rende giustizia. Il titolo originale ha un senso, perché non rispettarlo?
L'editoria del bel paese è sempre un grande mistero, invece di puntare sulla qualità si fissa sul trash e suoi luoghi comuni.
Comunque se non fosse stato per le recensioni entusiastiche mi sarei fermata alle prime pagine.
Gli ho messo "solo" tre stelline perché non è scritto benissimo (non so se sia colpa della traduzione spicciola o se invece sia proprio un problema dell'autrice), la psicologia della protagonista è a malapena abbozzata (quindi potete ben immaginare che fine fanno gli altri personaggi) le metafore sono terrificanti e banali (a proposito di libri trash) ed infine la storia d'amore non l'ho propria sopportata. Ha molti difetti tipici dei young adult ma allo stesso tempo ha anche alcune particolarità positive che lo distinguono dagli altri libri del genere, ovvero:
- I capitoli brevi.
- Il finale: quindi quando finalmente le carte vengono messe in tavola e la verità viene a galla. Solo le ultime pagine valgono tutto il libro.
- La scorrevolezza: me lo sono divorata, non voglio appoggiare i soliti pregiudizi sulla lettura ma questo per me è il tipico romanzo da spiaggia, anche perché è tutto ambientato su una lussuosa isola privata.
Lettura interessante e fuori dal mio genere abituale.
Consigliato sì ma non aspettatevi troppo, i commenti qui in giro li ho trovati un pochino esagerati, addirittura qualcuno ha osannato We Were Liars come capolavoro.
E io rispondo: evviva il senso critico!


Fantozzi - Paolo Villaggio

Recensione copiata da Goodreads.

Mi aspettavo già alcune differenze con la "saga cinematografica", infatti qui il sarcasmo, l'amarezza come pure la denuncia alla società di quei tempi abbondano. Per me non è una scoperta nuova quella del Fantozzi letterario (inteso come personaggio nato sui libri principalmente) poiché in alcune scene del film si può cogliere la vera natura del ragioniere. Non so se ricordate quella famosa scena in cui il Fantozzi si lasciava andare e dava un giudizio negativo su un film osannato da critica e simili. Soltanto quella famosa frase cambiò una parte di storia per sempre.
Proprio ieri infatti ho visto un'intervista a Paolo Villaggio e non potevo che figurarmelo come lo sfortunato che gli ha portato tanto successo, eppure l'attore è molto diverso, è un'intellettuale che dichiara di non saper scrivere. 
A parer mio scrive benissimo ed alcuni racconti non me li aspettavo così poetici. Non pensavo che ci fosse posto anche per la poesia.
Infatti vi segnalo i racconti "Fantozzi chiede l'indennità di volo" e "A lei e famiglia gli auguri di Fantozzi" perché secondo me sono quelli che più si discostano dal personaggio cinematografico che noi tutti conosciamo.
Fantozzi è parte della storia italiana e l'amarezza che contraddistingue le sue prime apparizioni potrebbe essere raccontata in modo assai peggiore ai giorni nostri in un Italia che si abbia verso il cambiamento, se peggiore o migliore lascio decidere a voi.

2 commenti:

  1. Drive voglio assolutamente leggerlo, mentre L'estate dei segreti perduti - anche se scritto molto bene: ricordo passi a mo' di favola, firmati da quella psicotica della protagonista - tra il colpo di scena banalissimo e storielle d'amore a labbra salate l'ho venduto senza pietà, una volta finito.

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...